La spiegazione di Denise Albani, autore della super perizia sul delitto di Garlasco dopo la richiesta della Procura di Pavia. Sempio, il DNA e i risultati.
Il caso del delitto di Garlasco continua a far discutere. Non solo per i “falsi Alberto Stasi” spuntati sui social ma anche per le primissime dichiarazioni rilasciate in televisione da Denise Albani, il perito incaricato dalla Procura di Pavia per fare la super perizia in relazione all’omicidio Chiara Poggi con particolare riferimento anche alla consulenza genetica sul DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima, compreso quello legato ad Andrea Sempio.

Delitto di Garlasco: come il DNA diventa una prova
Per la prima volta in assoluto in tv ha parlato nel corso della trasmissione di La7, ‘Ignoto X’, Denise Albani, poliziotta della Scientifica e super perita nominata dalla giudice per le indagini preliminari di Pavia relative al delitto di Garlasco. È stata l’esperta ad analizzare e firmare la consulenza genetica sul DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi.
Nel corso del programma, tra i vari passaggi, la Albani ha spiegato come il DNA possa diventare una prova ma ha anche precisato, in merito alla figura di Andrea Sempio, come un aplotipo (in questo caso del cromosoma Y) non permetta un’identificazione personale univoca, poiché viene condiviso da tutti gli individui appartenenti alla stessa linea genetica maschile.
“Sostanzialmente, quando otteniamo dei risultati, questi vengono sottoposti all’interpretazione dell’esperto. Tuttavia, per poter fornire un risultato spendibile, coerente e standardizzato – e soprattutto traducibile in un dato concreto e comprensibile a chi deve leggere i nostri elaborati – ci avvaliamo di software biostatistici“, ha fatto sapere la Albani.
“Questi strumenti ci aiutano nell’interpretazione e trasformano l’analisi in un dato di tipo statistico. Il punto fondamentale, però, è che bisogna sempre partire dal presupposto iniziale: i calcoli biostatistici e i software supportano l’interpretazione, ma il risultato dipende dal profilo di partenza, cioè da ciò che stiamo effettivamente analizzando”, ha detto ancora.
“Esistono diversi software biostatistici utilizzati nella routine, ad esempio per l’analisi della parte del DNA autosomico, che è quella a maggiore valore identificativo e che consente di ottenere risultati particolarmente solidi. Si tratta di strumenti utilizzati a livello internazionale e ormai standardizzati in tutto il mondo”.
Garlasco, il perito di Pavia Denise Albani spiega come il DNA possa diventare una prova
— Ignoto X (@ignotox_) June 20, 2026
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Sempio e il cromosoma Y: come stanno le cose
Importanti precisazioni sono poi giunte in merito ad Andrea Sempio e al cromosoma Y: “Il cromosoma Y non è per sua stessa natura identificativo. Qualsiasi risultanza va contestualizzata. Il cromosoma Y viene trasmesso lungo una linea patrilineare e per questo non viene giudicato identificativo”. La stessa Albani ha anche aggiunto come la maggiore difficoltà nel fornire un proprio giudizio tecnico sui dati sia stata quella di non aver potuto lavorare “su dati grezzi. Invece ho dovuto lavorare su dati che erano già strutturati, questo implica una presa di coscienza del punto di partenza”, ha spiegato.
Dott.ssa Albani “Il cromosoma Y, per sua intrinseca natura, non è suscettibile di identificazione.”#Garlasco #ignotox pic.twitter.com/8NT9M1Neyq
— lilly36 (@lilly3612) June 19, 2026